mercoledì 29 maggio 2013

SALUTO E FORME DI RISPETTO NEL KENPO JU-JITSU D.A.






 Motti della Scuola 
ISTINTO E RAGIONE UNITI PER CRESCERE
VI SONO MOMENTI IN CUI NELLA VITA COME NELLA LOTTA,
L’AIUTO VIENE SOLO DA TE STESSO

IL CERCHIO DEL RISPETTO E DELLA CONDIVISIONE

NEL KENPO JU-JITSU D.A.

SALUTO E PREDISPOSIZIONE DI INIZIO E FINE LEZIONE

Si inizia la lezione invitando a prepararsi per il saluto: l’allievo di grado più avanzato (Senpai) 

dà l'ordine:

«Scendiamo in ginocchio.»

Prosegue dicendo:

«Chiudiamo gli occhi ed entriamo in noi stessi.» (Segue un momento di silenzio e raccoglimento)

Continuerà con l'ordine:

«Aprite gli occhi.»

Prosegue dicendo:

«Ringraziamo il Maestro.»

Gli allievi fanno un inchino dicendo:

«Per crescere.»

Il Maestro risponde:

«Tutti insieme.»

Gli allievi, facendo un inchino, risponderanno in coro:

«Grazie.»

Il Maestro concluderà dicendo:

«Grazie a voi per essere qui.»

Alla fine della pratica si ripete esattamente lo stesso rituale e protocollo dell'inizio.

                                              REGOLE DI RISPETTO NEL DOJO

  • Tra compagni: Il saluto tra due compagni si farà stringendo l'avambraccio l'uno dell'altro, dicendo: «Per crescere».

  • Verso il Maestro: Ci si rivolgerà al Maestro semplicemente con l'appellativo di Maestro.

  • Ingresso del Maestro: Tutti gli allievi, vedendo entrare il Maestro nel luogo d'allenamento, diranno in coro: «Per crescere». Il Maestro risponderà: «Tutti insieme».

Significato: Questo scambio di cortesia stabilisce un patto di rispetto reciproco, umiltà e condivisione dell'obiettivo di crescita interiore.

                                  SPIEGAZIONI: IL DOJO-KUN E IL SENTIERO INTERIORE

Il Dojo-Kun rappresenta i precetti e le regole di condotta del Dojo: il suo codice etico.

Il Dojo è il luogo in cui si compie la Via, uno spazio sacro di trasformazione. Per comprenderne la vera essenza, bisogna scomporre i suoi elementi fondamentali:

  • Do: La Via. È il percorso esistenziale e spirituale che il praticante percorre per realizzare sé stesso. Non è un traguardo materiale, ma il movimento continuo della vita che cerca la propria autenticità.

  • Jo: Il Luogo. È lo spazio delimitato e protetto in cui la pratica si manifesta: il perimetro fisico e mentale dove ci si incontra per lasciare fuori il rumore del mondo.

  • Kun: Il Precetto, l'insegnamento. Incarna la regola del giusto comportamento che arricchisce il percorso interiore. È l’insegnamento profondo che guida i passi del praticante verso la realizzazione.

Il Kun agisce in profondità e si riflette perfettamente nel concetto della Scuola Marziale "Il Sentiero": quello della lama e della piuma, ovvero nella poesia del cuore del guerriero.

  • Il rigore del Kun è la lama che recide l'illusione: taglia ciò che non appartiene all'autenticità e libera l'individuo dall’immagine illusoria di sé. In questo modo il Kun, come precetto del giusto comportamento, diventa il respiro stesso del cammino interiore.

  • La piuma, morbida e leggera, accoglie il silenzio e accarezza la poesia del cuore, portando la leggerezza del vento e la dolcezza dell'ascolto nel vuoto generativo.

             Tre concetti fondamentali guidano il protocollo del Dojo: Rei, Mokuso e Zanshin.

Sono termini della tradizione marziale giapponese, accolti dalla Scuola Marziale "Il Sentiero" e racchiusi nel motto "Insieme per crescere":

  • Rei: Il rispetto e l'etichetta, che si esprimono nel saluto e nell'inchino.

  • Mokuso: Il silenzio e la meditazione, che ci permettono di entrare in noi stessi a occhi chiusi.

  • Zanshin: La consapevolezza vigile, che resta con noi dopo il saluto, durante tutta la lezione, e che portiamo con noi nel quotidiano vivere.







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