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martedì 14 maggio 2013

DIFESA PERSONALE KENPO JU-JITSU D.A. "DENTRO L'AVVERSARIO" ( Controllo Prima dell'Impatto )



                                                   Difesa Personale Kenpo Ju-Jitsu D.A.                                                       Metodo C.I.A.D. (Combattimento Integrale Armato Disarmato)

Entrare nell'avversario significa dissolvere la distanza tra il pericolo e la consapevolezza. La nostra via unisce l'efficacia del combattimento a pieno contatto per una difesa personale a salvaguardia dell’incolumità e alla crescita interiore dell'individuo, trasformando l'arte marziale in una linfa di pura energia che cavalca il soffio leggero del respiro.

L’onestà prima di tutto: la realtà contro l'illusione

Nella difesa personale intesa solo come protezione della propria incolumità fisica, il risultato è incerto anche per un campione del mondo di combattimento libero, questo perché la realtà è imprevedibile e soggettiva. Resta il fatto che è sempre meglio conoscere delle tecniche di difesa personale che esserne totalmente digiuni. Questa è l’unica vera onestà: nessuno può garantire miracoli sul campo, ma essere preparati fa l’intera differenza tra la vita e la morte. Per apprendere quest’arte non esistono scorciatoie o formule magiche: bisogna dedicare il tempo necessario e impegnarsi con costanza.

Nella difesa personale che simula la realtà, l'onestà viene prima di tutto. Sapere è sempre meglio che non sapere: essere preparati fa la differenza, non esistono scorciatoie, e alla fine sarà quel che sarà.

Sulla base di attenti studi sulla psicologia del comportamento umano e dopo uno scrupoloso studio per l’immediato controllo dell’aggressore, ho codificato un metodo di difesa personale a più livelli, caratterizzato dall'adattamento a situazioni e persone di diversa preparazione tecnica. Purtroppo oggi vi sono scuole che, non avendo nel programma il combattimento a contatto pieno, propongono tecniche poco efficaci nella realtà; l'errore è commesso anche da chi, pur avendo il contatto pieno, dà importanza solo alle gare.

Vi sono poi gli pseudo professionisti che, oltre a non aver mai avuto un reale scontro fisico, non hanno esperienza nei combattimenti sportivi. Ciò che non è chiaro è che il combattimento non è solo tecnica, ma conoscenza di sé stessi: significa mettersi in gioco affrontando, nel rispetto delle regole, un avversario che aggredisce con forza e determinazione. In uno scontro reale è ovviamente avvantaggiato chi ha aperto la bocca per mettere il paradenti e combattere, non chi lo ha fatto solo per parlare.

La logica del vero combattimento e l’inganno del disarmo accademico

Le maggiori difficoltà nell'insegnamento provengono da chi pensa che basti un semplice pugno, un calcio o una testata, e che niente si possa fare quando una coltellata arriva all'improvviso. Troppi istruttori si limitano al "gioco del disarmo", simulando un combattimento accademico dove l'aggressore si fa disarmare facilmente. Questa è una logica del tutto errata e puramente da laboratorio.

È stato ampiamente constatato nelle nostre competizioni sportive a pieno contatto che una persona disarmata, purché competente nell'arte del combattimento e conoscitrice di come si usa un'arma, possiede concrete possibilità di vincere contro un avversario armato. Senza questa profonda conoscenza, l'impresa sarebbe quasi impossibile.

Quando la vita è a rischio, la mente razionale si azzera e l’unica cosa che entra davvero in funzione è l’istinto di sopravvivenza primordiale. Se vieni assalito da una persona armata, un vero artista marziale non deve pensare a togliere l'arma come prima mossa geometrica: deve pensare a non farsi uccidere e a vincere. Prima si colpisce duramente l'avversario per neutralizzare la minaccia, e solo dopo, casomai, si toglie l'arma. Questa è la logica del vero combattimento.

La tecnica invisibile e l'atteggiamento mentale

Mentre chi impegna la vita praticando un'Arte dà intelligenza all'istinto, molti restano prigionieri del software creato dalla propria mente. La cosa più importante non è la tecnica in sé, ma l'atteggiamento mentale, che studia fattori strategici e psicologici profondi. Questa conoscenza è da me chiamata tecnica invisibile, perché ci si impadronisce dell'avversario senza che questi se ne renda conto. Lo scopo dell’allenamento non deve essere quello esclusivo di prepararsi allo scontro fisico, ma di liberarsi sempre più delle incomprensioni e delle paure inconsce per vivere meglio il quotidiano.

Il metodo Kenpo Ju-Jitsu D.A. si colloca tra i sistemi di combattimento più pragmatici, rifiutando la rigidità accademica per concentrarsi sulla sopravvivenza biologica. Il nostro sistema unisce:

  • Contatto reale e ritmo continuo: Gestione fluida sotto forte pressione di calci, pugni, proiezioni e lussazioni articolari.

  • Incolumità salvaguardata: Uso di protezioni specifiche per viso e testa (caschi con grata o visiera) per potersi colpire a pieno contatto, senza farsi male.

  • Difesa totale da armi: Strategie testate, dinamiche e applicabili contro aggressioni da bastone, coltello o oggetti improvvisati.

Obiettivo del corso e Programma di studio

Durante le lezioni simuleremo reali aggressioni per migliorare capacità psico-fisiche, reattività, doti intuitive e controllo di sé.

  1. Preparazione fisica.

  2. Prevenzione e valutazione di possibili situazioni a rischio.

  3. Esercizi di rilassamento e autocontrollo per l’atteggiamento psicologico nell’autodifesa.

  4. Conoscenza dei sistemi di persuasione per evitare lo scontro fisico.

  5. Coordinamento dell'energia tra corpo e mente per una risposta vincente.

  6. Tecniche di difesa personale e gestione delle armi (C.I.A.D.).



Conclusione

Non condivido i combattimenti privi di un minimo di regole a tutela degli atleti: le forme di lotta estrema possono facilmente diventare un giocattolo nelle mani dell’ego, “re dell’inganno”, regalando solo piaceri effimeri in quantità. Il nostro fondamento etico e morale vede l’uomo in una continua evoluzione rispetto alla primitiva natura animalesca, avendo saputo darsi regole da rispettare. Se nella via del combattente non vi è la parte spirituale a cogliere i frutti, saranno solo le primitive illusioni di onnipotenza sull'altro a prevalere.